Le mutate condizioni sociali e demografiche che stanno interessando i paesi industrializzati ad economia avanzata, hanno chiare ricadute sul tema della Salute che risulta essere uno, se non il primo, settore trainante di tali economie, sia direttamente che attraverso l’indotto tecnico, tecnologico, strutturale, informatico e sociale. Le proiezioni elaborate dalle maggiori Università, tra cui l’Università Bocconi di Milano attraverso il Rapporto OASI, punto di riferimento per coloro che amministrano la Sanità in Italia, tratteggiano uno scenario al 2050 con una popolazione sempre più anziana e con patologie croniche che necessiteranno di un nuovo modello di welfare al fine di garantire l’erogazione dei LEA. Nella visione di Amministratore della Sanità, lo Stato, attraverso le Regioni che hanno l’autonomia decisionale in tema di Sanità, congiuntamente con le parti Sociali e tutte le Rappresentanze di Categoria, sta orientando le proprie scelte verso una rimodulazione della spesa sanitaria al fine di renderla più efficiente rispetto ad oggi ed in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, che sono i primi mandanti e componenti dell’entità empirica poc’anzi chiamata Stato. Nella vision, alla base di tale evento, avvalorata anche nei fatti dall’osservazione delle scelte dei grandi player della Sanità (sia Pubblici che Privati), è chiaro come il futuro ci riservi sempre meno Ospedali, come finora conosciuti, e più centri polispecialistici a livello territoriale, utili a gestire 24 ore su 24 le richieste dell’utenza senza attivare i Pronti Soccorso e gli Ospedali di riferimento. Gli Ospedali che resteranno, saranno sempre più grandi, sia in termini volumetrici che di casistica, in modo di occuparsi in modo completo di quei pazienti che non possono essere gestiti a livello territoriale. Tale nuova organizzazione consentirà un impiego migliore delle risorse a disposizione verso la cura del paziente riducendo i costi gestionali legati alla frammentazione ed al numero di Ospedali ad oggi presenti. Premesso quanto appena esposto, complice anche le Normative di settore che stanno cambiando velocemente proprio per rispondere ed indirizzare in tal senso gli operatori, congiuntamente alle nuove esigenze espresse e consentite dalla Rete e dall’IOT, si riscontra un fermento nel mondo Sanitario, espresso attraverso ristrutturazioni di Ospedali esistenti, costruzioni di nuovi Plessi sempre più grandi e tecnologici, razionalizzazioni e fusioni utili a raggiungere gli standard imposti, siano essi di casistica, di bilancio e/o di organizzazione.

All’evento ha partecipato Giancarlo Cavazzoni presidente della Cavazzoni Associati in veste di relatore su come “Progettare, costruire e gestire un impianto”.

“Oggi il patrimonio edilizio nel settore della sanità, sia essa pubblica o privata, è caratterizzato da uno stato conservativo che comporta elevati costi di gestione. Questi sono conseguenza della mancanza di una visione integrata che nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione degli edifici tenga conto dell’intero ciclo di vita del building. Diventa, quindi, di fondamentale importanza che le strutture vengano ripensate considerando la loro destinazione d’uso e che gli impianti vengano progettati tenendo conto anche dell’impatto che le scelte fatte avrà sui consumi con una proiezione di lungo periodo per il mantenimento nel tempo delle prestazioni. E’ necessario e strategico dotarsi di strumenti idonei che garantiscano la riduzione dei costi di costruzione e gestione del proprio patrimonio immobiliare. Quest’ultimi e gli impianti tecnologici dovranno essere adeguati alle nuove esigenze di mercato con conseguente ricaduta sui modelli organizzativi aziendali e sulle persone che a vario titolo operano all’interno degli edifici”.